START - UP INNOVATIVE

21 ottobre 2014
NEWS
Definizione e requisiti, aspetti fiscali, agevolazioni fiscali e sui costi del lavoro, deroghe sul diritto societario, nuovi strumenti di raccolta del capitale e finanziamenti a tasso zero (Smart & Start)

 

L’art. 25 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, e sue successive modificazioni, istituisce una nuova tipologia d’impresa: “la start – up innovativa”.
 
Lo scopo di questo tipo di attività aziendale è la nascita e la crescita di nuove imprese innovative con l'obiettivo di contribuire allo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale, creare un contesto maggiormente favorevole all'innovazione, promuovere maggiore mobilità sociale, attrarre talenti in Italia e capitali dall'estero.
 
La forma deve essere quella di una società di capitali, o cooperativa, di diritto italiano ovvero società europea residente in Italia, le cui azioni o quote del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, che ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente: lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
 
Gli elementi essenziali per questo genere di attività, previsti dall'art. 25, comma II, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 sono:
 
- la società deve essere costituita e svolgere attività d'impresa da non più di 48 mesi;
- la società deve avere la sede principale dei propri affari ed interessi in Italia;
- il totale del valore della produzione annua della società, a partire dal secondo anno, non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
- la società non deve distribuire o aver distribuito utili;
- la società deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
- la società non deve essere stata costituita da una fusione, scissione societaria od a seguito di cessione d'azienda o di ramo d'azienda.
 
Inoltre deve possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti sostanziali:
 
- le spese in ricerca e sviluppo sostenute dalla società debbono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione;
- la società deve impiegare come dipendenti o collaboratori, a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore ad 1/3 della propria forza lavoro, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera ovvero in possesso di laurea, e che abbia svolto un'attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca da almeno 3 anni in Italia o all'estero; è possibile, in alternativa, impiegare come dipendenti o collaboratori, a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore a 2/3 della forza lavoro complessiva, personale in possesso di laurea magistrale;
- la società deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale ed all'attività d'impresa; oppure un programma per elaboratore originario (software) registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore a condizione che sia anch'essa afferente all'oggetto sociale e all'attività di impresa.
 
A favore delle “start-up innovative” sono previste delle deroghe e delle agevolazioni, in sintesi:
 
- riduzione di alcuni oneri per l’iscrizione al Registro delle imprese e l’esenzione dal diritto annuale;
- eliminazione di alcuni vincoli civilistici in materia di obblighi di ricapitalizzazione in seguito a perdite;
- flessibilità nell’emissione di categorie di azioni con diritti diversificati e di possibilità di acquisire e offrire al pubblico quote della società;
- assumere personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi, rinnovabili per altri 12 mesi;
- costituzione di portali online per la raccolta di capitale diffuso (cd. crowdfunding);
- sono previsti incentivi fiscali per privati cittadini e aziende che investono in start-up innovative;
- defiscalizzazione, anche contributiva, per i piani di incentivazione a beneficio di dipendenti, collaboratori, amministratori e fornitori della società;
- non si applica la disciplina prevista per le società di comodo (sia quelle non operative sia quelle in perdita sistematica);
- sono state semplificate le procedure fallimentari.
 
Il legislatore ha previsto, accanto alla start-up innovativa, anche un’ulteriore figura imprenditoriale denominata “incubatore di start-up innovative certificato” qualificandolo come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano o una Società Europea, residente in Italia.
La sua funzione è quella di offrire servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative,  accompagnandole nella nascita e nella crescita attraverso la fornitura di una vasta gamma di servizi di supporto che includono anche spazi fisici, consulenze per lo sviluppo del business e opportunità di integrazione e networking.
 
Al fine di creare le condizioni per la nascita di nuove imprese, favorire la competitività di nuovi sistemi produttivi, di sostenere le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata, col DM del 6 marzo 2013, è stato istituito un regime di aiuto finalizzato a promuovere la nascita di nuove imprese nelle regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia e nei comuni situati nel Cratere Sismico Aquilano.
Ad oggi (ottobre 2014) si è in attesa di un nuovo DM che estende questo regime di aiuto sul tutto territorio nazionale.
Questo regime di aiuto, gestito da Invitalia, è denominato “Smart & Start”, dotato di una copertura finanziaria di circa 200 milioni di euro, finanzierà progetti di impresa che prevedano spese per investimenti e per la gestione compresi tra 100 mila e 1,5 milioni di euro.
 
I progetti di impresa dovranno avere un forte contenuto tecnologico e innovativo e potranno essere mirati allo sviluppo di prodotti, servizi e soluzioni nel campo dell’economia digitale oppure alla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata. 
Queste agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero fino ad un massimo del 70% del costo del progetto, ma può arrivare all’80% se la start up ha una compagine interamente costituita da giovani o donne o se tra i soci è presente un ricercatore che rientra dall’estero. Se trattasi di start up localizzate nel Mezzogiorno e nel territorio del Cratere Sismico Aquilano, queste saranno chiamate a restituire l’80% del finanziamento, usufruendo cosi di una frazione a fondo perduto.
Nello specifico, le agevolazioni sono di due tipi, e sono cosi denominate ed aventi ciascuna le seguenti peculiarità:
1)  Start contribuisce a coprire le spese per l’investimento iniziale per le nuove imprese che intendono operare nell’economia digitale e/o valorizzare economicamente i risultati della ricerca, pubblica e privata.
 
Trattasi di finanziamenti a tasso zero per spese di investimento necessarie all’avvio dell’attività di impresa e servizi di tutoring tecnico gestionale erogati durante la fase di realizzazione del programma di investimenti.
2) Smart   contribuisce a coprire i costi di gestione sostenuti nei primi anni di attività per le nuove imprese che propongono modelli di business innovativi sotto il profilo organizzativo o produttivo, oppure orientato a raggiungere nuovi mercati o a intercettare nuovi fabbisogni, anche sociali e ambientali. Ogni società può ricevere un contributo annuo fino a 50.000 euro. Il finanziamento è pari ad una percentuale, variabile tra il 15% e il 35%, dei costi annualmente sostenuti per: oneri finanziari, personale dipendente, canoni di affitto, canoni di leasing e ammortamento di impianti, attrezzature e macchinari tecnologici e tecnico-scientifici.
 
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